Domande Ricorrenti

Quanto costa un funerale?

Che sia sobrio o lussuoso, il funerale non ha un costo predefinito. I prezzi cambiano in base al tipo di sepoltura, alle esigenze personalizzate dei clienti e ai servizi supplementari che si richiedono. In generale ciò che incide sul conto dell’agenzia funebre sono la tipologia della bara, le forniture richieste e il trasporto della salma, mentre per determinare il costo complessivo del funerale bisogna tener conto della variabile legata al tipo di sepoltura. I costi per la concessione dei luoghi di sepoltura nelle aree dei cimiteri possono infatti variare dai 1000 ai 5000 euro circa. I prezzi dei loculi, ad esempio, cambiano a seconda che si opti per una fila scomoda o ad altezza uomo.

La nostra formula Easy

Oltre a funerali con varie fasce di prezzo che prevedono la possibilità di scegliere prodotti e servizi personalizzati, per il territorio di Pesaro offriamo un pacchetto preconfezionato low-cost con prezzi calmierati ma con la qualità del nostro servizio sempre garantita. Il servizio funebre fornito con la formula Easy include la fornitura della bara in legno dolce, il disbrigo delle pratiche, il coordinamento con la parrocchia, i manifesti per la comunicazione del lutto, il trasporto funebre, un cuscino di fiori, quindici ricordini lutto e tre certificati di morte. A partire da 1.800 euro.

Si risparmia con la cremazione?

La convinzione comune che un funerale con cremazione sia un funerale poco costoso, non è del tutto vera. Anche per la cremazione, l’acquisto della bara – nonostante poi venga bruciata – non differisce da quello di un funerale con sepoltura tradizionale. E non è vero che l’impresa funebre esorti il cliente a preferire una bara di scarsa qualità perché tanto andrà bruciata. È sempre compito dei parenti scegliere la tipologia di bara più confacente per il loro caro, e anche in questo caso il tipo di legno più o meno costoso può incidere sul costo finale. In un funerale con cremazione l’agenzia di onoranze funebri dovrà ugualmente occuparsi dell’organizzazione della cerimonia, delle pratiche e del trasporto, con la conseguenza che i costi dei servizi cambiano di poco. Quello che cambia è l’aggiunta della spesa per il servizio di cremazione che varia a seconda dei templi crematori. Al tempio di Fano, ad esempio, il prezzo del servizio è di circa 600 euro. In conclusione, la possibilità di risparmiare sul costo complessivo di un funerale con cremazione c’è solo quando la destinazione finale delle spoglie esclude l’acquisto di una concessione cimiteriale per la custodia dell’urna, ad esempio se si opta per la custodia in ambito privato o per la dispersione delle ceneri.

In cosa consiste la cremazione?

È la pratica di ridurre, tramite il fuoco, un cadavere nei suoi elementi base, gas e frammenti ossei. I resti di tale pratica sono frammenti ossei friabili che poi vengono sminuzzati fino a formare una cenere.

Come si ottiene la cremazione?

La legge italiana individua tre modalità per ottenere la cremazione:

1) affidare le proprie volontà al congiunto più prossimo che al momento del decesso chiede l’autorizzazione per la cremazione al sindaco del comune dove è avvenuto il decesso. Se vi sono più congiunti di pari grado – es. figli – la maggioranza di questi deve essere d’accordo;

2) lasciare indicazioni precise nelle disposizioni testamentarie;

3) iscriversi a una società per la cremazione Socrem che curerà l’esecuzione delle volontà dell’iscritto e la farà valere anche in caso di familiari dissenzienti.

Si può richiedere la custodia dell’urna?

Sì. L’affidamento dell’urna è rilasciato previa autorizzazione dell’Ufficio di Stato Civile a seguito di richiesta da parte del parente richiedente. L’affidatario ha l’obbligo di custodire l’urna con modalità tali da consentirne una destinazione stabile e garantirne la sicurezza da ogni forma di profanazione.

È possibile disperdere le ceneri?

Sì, a patto che il defunto abbia manifestato tale volontà tramite disposizione testamentaria. La dispersione può essere eseguita in apposite aree da una persona designata nel testamento, dal coniuge, da un parente o dal rappresentante legale della società di cremazione.

Se il familiare deceduto era titolare di pensione INPS, cosa occorre fare?

È necessario comunicare l’evento alla sede INPS mediante autocertificazione e restituire il libretto di pensione. Nel caso in cui l’erede è un familiare avente diritto e qualora la pensione della persona deceduta sia reversibile, occorre presentare istanza di pensione di reversibilità. Bisogna presentare domanda di rate maturate e non percepite (es. rateo di 13ª) negli altri casi.

Chi deve occuparsi della dichiarazione dei redditi della persona deceduta?

Deve essere presentata da uno degli eredi. La denuncia, intestata al defunto, deve riportare nell’apposito riquadro i dati dell’erede che materialmente presenta il documento. Il termine ultimo per presentare la dichiarazione varia in base alla data del decesso del contribuente.

Occorre dichiarare la variazione ICI?

Dipende. Per gli immobili inclusi in denunce di successione, la variazione ICI non deve essere dichiarata. Rimane invece l’obbligo per quei casi dove non è prevista la denuncia di successione. Dal giorno di apertura della successione, i pagamenti dell’ICI verranno effettuati con modalità diverse a seconda che si tratti di coniuge superstite, con diritto abitativo, o dei familiari eredi.

Come comportarsi con le pratiche di successione?

La denuncia di successione deve essere presentata entro dodici mesi dal decesso all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente. Le tasse da pagare in autoliquidazione (ipotecaria e catastale) corrispondono a una percentuale dell’imponibile dichiarato. Nel caso in cui l’erede faccia richiesta del passaggio di proprietà a titolo di “prima casa”, tali imposte sono dovute in misura fissa. Le imposte devono essere corrisposte mediante l’apposito modello F23 in un qualsiasi sportello bancario, postale o esattoriale. La ricevuta di pagamento deve essere presentata con la pratica di successione all’ufficio delle Entrate.

L’abbonamento RAI va disdetto?

Dipende. Nel caso in cui l’erede sia già abbonato, deve richiedere la disdetta dell’abbonamento intestato al defunto comunicando la data e il luogo di decesso dell’intestatario. L’erede è tenuto a pagare eventuali arretrati dovuti dall’abbonato deceduto. Nel caso, invece, in cui l’erede non sia abbonato, deve richiedere l’intestazione a proprio nome dell’abbonamento intestato al defunto con una comunicazione al seguente indirizzo:

Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1 S.A.T. Sportello Abbonamenti TV Casella postale 22 10121 – Torino

Cosa fare con l’utenza telefonica?

Se il contratto è intestato a persona deceduta, gli eredi possono subentrare gratuitamente o cessare la linea non più utilizzata. Si possono richiedere le informazioni del caso telefonando all’ufficio commerciale dell’operatore telefonico.

Come comportarsi con la tassa automobilistica?

Qualora gli eredi abbiano deciso di accettare un veicolo in eredità, devono provvedere a trascrivere l’accettazione di eredità e ad aggiornare la carta di circolazione. Il termine per la presentazione è di 60 giorni dalla data della firma sulla dichiarazione di accettazione dell’eredità. In caso di più eredi, se solo uno di essi desidera intestarsi il veicolo, occorre effettuare due successivi passaggi: prima si iscrive il mezzo a nome di tutti gli eredi e poi si trascrive a favore dell’unico erede che intende risultare intestatario del veicolo. D’altro canto è possibile allegare un unico atto di accettazione di eredità da parte di tutti gli eredi con contestuale vendita pro quota a favore dell’erede che chiede l’intestazione del veicolo. La registrazione è soggetta al pagamento dell’imposta provinciale di trascrizione che varia in base al veicolo e alla provincia di residenza.

Quali obblighi con la banca?

Gli eredi devono prendere contatto con l’istituto di credito di riferimento per tutti gli adempimenti bancari del defunto: conti correnti, depositi, cassette di sicurezza, titoli, domiciliazioni di pagamenti.

Si paga l’IVA sulle spese funebri?

No. Le spese sostenute per i funerali sono esenti da IVA, quindi i corrispettivi pagati dai clienti all’agenzia funebre per l’esecuzione del servizio funebre non sono soggetti all’imposta.

Le spese funebri sono detraibili?

Sì, per ridurre l’IRPEF dovuta e ottenere un rimborso. La percentuale di detrazione è pari al 19% per importi fino a 1.550 euro. Le somme oltre questo limite non sono detraibili. Se, ad esempio, per un funerale spendi 4.000 euro, hai diritto a una detrazione solo sull’importo di 1.550 euro, non sui restanti 2.450. È possibile quindi ottenere un rimborso IRPEF per ogni funerale pari al massimo a 294,50 euro, ovvero il 19% di 1.550 euro. Se sostieni le spese per il funerale di due persone, hai diritto a una detrazione per spese fino a 3.100 euro, cioè 1.550 per due.

Chi può detrarre?

Chiunque. Se fino al 2015 la detrazione fiscale era disponibile solo per le spese sostenute per i soggetti appartenenti a definiti gradi di parentela, a partire dal 2016 la Legge di Stabilità ha riconosciuto i legami affettivi senza parentela e ha cambiato del tutto le regole: ora è possibile detrarre le spese funebri sostenute per il decesso di chiunque, anche di un non parente. Inoltre non è indispensabile che il defunto fosse a tuo carico o convivente con te, perché tutte le spese connesse al funerale sono detraibili a prescindere dalla residenza della persona deceduta.

Quando si beneficia della detrazione?

La spesa va portata in detrazione con riferimento al periodo in cui è avvenuto il pagamento e non in base al giorno della morte del defunto. Se, ad esempio, il familiare è deceduto il 29 dicembre 2018 ma hai pagato le spese funebri il 4 gennaio 2019, la detrazione va riferita al 2019 e quindi inserita in dichiarazione dei redditi 2020.

Le spese funebri sostenute all’estero sono detraibili?

Sì. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che sono detraibili allo stesso modo e con la stessa percentuale prevista per le spese sostenute in Italia.